RICHIESTA DI SOSPENSIONE DELLA RISCOSSIONE

 

RICHIESTA DI SOSPENSIONE DELLA RISCOSSIONE

Con questo modello il Contribuente che ha presentato ricorso alla Commissione tributaria provinciale può richiedere la sospensione della riscossione delle somme risultanti dalla cartella di pagamento ricevuta (art. 39 Dpr n. 602/1973).

Infatti, chi ha presentato ricorso contro una cartella di pagamento, se ritiene che può subire gravi danni dal pagamento effettuato prima che la Commissione tributaria si pronunci, può produrre istanza di sospensione alla stessa Commissione (sospensione giudiziale) oppure, anche contemporaneamente, all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso il ruolo.

Le novità introdotte dalla Legge di stabilità per il 2013

La legge di stabilità per il 2013 ha introdotto la disposizione per cui, a decorrere dal 1° gennaio 2013, l’Agente delle riscossione è obbligato a sospendere immediatamente ogni procedura esecutiva finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo o affidate, nel caso il debitore presenti una dichiarazione con la quale contesta la pretesa.

 Questa dichiarazione: 

  • va presentata entro 90 giorni dalla notifica del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare o esecutiva eventualmente intrapresa
  • deve essere motivata; deve, cioè, documentare che gli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo, oppure che la successiva cartella di pagamento o l’avviso per i quali si procede, sono stati interessati da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo, da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore, da una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore, da una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte, da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in questione, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore, oppure, infine, da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito.

 La successiva tempistica è la seguente: 

  • entro 10 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore, l’Agente della riscossione trasmette all’ente creditore la dichiarazione e la relativa documentazione allegata
  • entro i successivi 60 giorni, l’ente creditore comunica l’esito al contribuente (con il conseguente flusso informativo all’Agente della riscossione – sospensione o sgravio oppure ripresa dell’attività di recupero), a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno oppure posta elettronica certificata.

I crediti contestati sono annullati di diritto decorsi 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione all’Agente della riscossione, nel caso l’ente creditore non invii la comunicazione - che conferma la pretesa debitoria o dichiara inidonea la documentazione prodotta - e ove manchino i successivi flussi informativi all’Agente della riscossione.

Le regole così descritte operano anche per le dichiarazioni presentate all’Agente della riscossione prima del 1° gennaio 2013. In questo caso, l’ente creditore invia la comunicazione e provvede agli adempimenti prescritti entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della legge di stabilità (29 dicembre 2012); in mancanza, trascorso inutilmente il termine di 220 giorni dalla stessa data, i crediti contestati oggetto di dichiarazione sono annullati di diritto.

Ferma restando la responsabilità penale, il contribuente che produce documentazione falsa è punito con la sanzione amministrativa che va dal 100 al 200 per cento delle somme dovute, con un importo minimo di 258 euro.

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