Lettera di incarico e Ricevuta per Rimborsi Spese a Piè di Lista (spese documentate e indennità chilometriche uso auto propria)

 

La disciplina dei rimborsi spese

Ai sensi dell’articolo 69, comma 2 (secondo periodo), del Tuir, non concorrono a formare il reddito del percettore i rimborsi di spese documentate relative a vitto, alloggio, viaggio e trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.
Innanzitutto è opportuno sottolineare che i rimborsi di spese documentate (rimborsi analitici o a piè di lista) si differenziano dai rimborsi forfettari. Mentre questi ultimi, infatti, costituiscono il corrispettivo per una prestazione svolta e vengono erogati a fronte dell’esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica (ad esempio, ad atleti, direttori tecnici, istruttori, allenatori), i primi rappresentano una forma di reintegrazione di spese effettivamente sostenute e, di norma, vengono erogati a favore di associati o componenti del consiglio direttivo, che abbiano effettuato attività per conto dell’associazione.
 
Ciò posto, i rimborsi forfettari (al pari delle indennità di trasferta, dei premi e dei compensi) sono, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera m), del Tuir, redditi diversi e, in base alla prima parte del secondo comma dell’articolo 69, concorrono a formare il reddito complessivo del percettore solo per la parte che, nel periodo d’imposta, eccede i 7.500 euro. I rimborsi analitici, invece, al ricorrere delle condizioni previste dal secondo periodo del secondo comma dell’articolo 69, in nessun caso costituiscono reddito.
I rimborsi analitici, pertanto, devono riferirsi a spese certe, effettivamente sostenute, connesse all’espletamento di un’attività effettuata per conto dell’associazione fuori dal territorio comunale di residenza o dimora abituale del percipiente. Come detto poco sopra, le voci di spesa rimborsabili sono quelle relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto, quali risultano da idonea documentazione probatoria.
 
Tale tipologia di rimborso deve essere preventivamente prevista e autorizzata dall’associazione (di regola, dal consiglio direttivo, mediante apposita delibera). Inoltre, l’ammontare del rimborso deve essere congruo e inidoneo a costituire un compenso mascherato, tale da far presupporre una forma di distribuzione indiretta di utili o altre ipotesi di aggiramento della normativa fiscale.
Dal punto di vista documentale e probatorio, è necessario che le singole voci di spesa siano, da un lato, specificamente e chiaramente evidenziate in una distinta analitica e, dall’altro, siano corredate dei relativi documenti giustificativi, quali, ad esempio: fatture, ricevute fiscali, scontrini, biglietti di trasporto, ricevute taxi, pedaggi autostradali.
Inoltre, qualora le quietanze di pagamento dei rimborsi analitici siano di ammontare superiore a 77, 47 euro, le stesse sono assoggettate a imposta di bollo di due euro.
 
Il trattamento tributario delle indennità chilometriche
Rientrano nell’ambito dei rimborsi analitici anche le indennità chilometriche, erogate a favore di coloro che abbiano effettuato, fuori dal territorio comunale e usando un proprio mezzo di trasporto, attività per conto dell’associazione, qualora le relative spese siano state effettivamente sostenute e analiticamente documentate. In altri termini, al ricorrere delle richiamate condizioni, le indennità chilometriche possono essere considerate rimborsi analitici delle spese di viaggio e, ai sensi dell’articolo 69, comma 2 (secondo periodo), Tuir, non concorrono a formare il reddito di chi le percepisce.
 
Per rientrare tra i rimborsi di spese documentate, le indennità chilometriche non possono essere forfetarie, ma devono essere analiticamente evidenziate. Al tal proposito, con la risoluzione 38/2014, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la quantificazione analitica delle indennità chilometriche deve essere operata “in base al tipo di veicolo e alla distanza percorsa, tenendo conto degli importi contenuti nelle tabelle elaborate dall’Aci”.
Nella stessa risoluzione è stato altresì chiarito che, per soddisfare il requisito di “prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale”, il territorio di riferimento è quello ove risiede o ha la dimora abituale il soggetto interessato che percepisce l’indennità chilometrica. Pertanto, non sono imponibili le indennità chilometriche relative a spese documentate sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale di residenza o dimora abituale del percipiente, non assumendo alcuna rilevanza a tal fine la sede dell’associazione erogatrice.
È opportuno, infine, che l’uso del mezzo proprio sia preventivamente autorizzato dall’organo direttivo dell’associazione, con l’indicazione anche del luogo di partenza, di quello di arrivo e del giorno in cui è effettuata la trasferta.
 

Gli utenti registrati possono condividere la loro esperienza avuta con questo prodotto/servizio. Registrati per accedere a tutti i benefici riservati agli utenti registrati o clicca su login se sei già registrato.